la madonna delle rose di Re

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Don Tullio Bertamini vive da sempre nel collegio Mellerio-Rosmini di Domodossola. E’ un padre rosminiano.(http://it.wikipedia.org/wiki/Antonio_Rosmini). Studia questo territorio da tempo immemorabile, è una sorta di anziano genius loci. E’ lui che ci racconta la stroia della Madonna delle Rose. “Nell’atrio della chiesa, avevano rappresentato la Madonna del latte. E’ un nome improprio, la si chiama così volgarizzando il tema della maternità celeste. Tiene in mano tre rose. La Madonna viene rappresentata spesso con un fiore in mano. Talvolta è invece il bambino che tiene in mano il fiore. Sotto l’aspetto teologico, significa che la madonna è flos virginum, cioè il fiore della verginità. Indica quindi uno dei dogmi della cristianità. C’erano dei ragazzotti che giocavano nell’atrio della chiesa… non c’erano allora le strade asfaltate o lastricate. giocavano lì, uno ha perso, si è arrabbiato e ha tirato il sasso che ha colpito l’immagine della Madonna proprio al centro della fronte. Il giorno dopo il sacrestano che andava la mattina presto a suonare le campane è passato davanti alla Madonna e ha toccato l’immagine con la mano, come forma di devozione. E si è accorto che la sua mano era piena di sangue.
C’è una pasticceria a Masara che produce biscotti al miele e castagne sui quali è riprodotta l’immagine delle tre rose, tenute in mano dalla Madonna ferita.
elena stancanelli

Written by echiadm

May 27th, 2012 at 2:04 pm

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